LA SCRITTRICE SILVIA ANDREA (1840-1935)


Invitata dalla rivista mensile “Helvetia” (1878–1911) di letteratura, arte e vita a pubblicare una sua bibliografia, Johanna Garbald-Gredig, in maniera altrettanto modesta che laconica, annota:

”… anche se metto insieme i grandi e piccoli eventi della mia vita, non riesco a ricavarne un destino che potrebbe interessare ad altri.” “… di me non si potrà dire altro che: è nata, si è sposata ed è morta.”

Infatti non si sa tanto sulla vita della scrittrice. Viene alla luce il 20 marzo del 1840, figlia dell’ insegnante Thomas Gredig di Zuoz e di Margrith, nata Florin. La sua lingua materna è quindi il romancio. Il tedesco l’imparerà dal padre e più tardi in un istituto grigione per ragazze a Coira.


Agostino Garbald di Serneus, impiegato doganale a Castasegna, lo incontra nel settembre del 1860 quando questi, in servizio militare, alloggia nella casa dei suoi. Fin dal giorno del suo congedo pare che l’allora ventenne riceva una richiesta di matrimonio. In seguito ci sarà un fitto carteggio fra Bregaglia e Engadina che sfocerà nel matrimonio del maggio 1861.


Le lettere scambiate durante il fidanzamento, sempre con citazioni in merito ai classici, rivelano le sue predilezioni letterarie e le sue letture preferite. Fra altro legge George Sand, Auerbach, Gotthelf, Keller, C.F. Meyer e i romanzi rosa della Marlitt. La sua inclinazione alla scrittura viene anche tematizzata, spesso con una sfumatura maliziosa.


Che la sua attività letteraria vera e propria inizi comunque solo verso il 1880, periodo della nascita dei tre figli, è un fatto alquanto interessante. Con lo pseudonimo di Silvia Andrea pubblica, in tedesco, i suoi primi tre racconti come anche le opere seguenti.


L’entusiasmo per la storia subentrerà più tardi, manifestandosi in romanzi e novelle storiche fra i quali “Violanta Prevosti”, ambientata durante i Torbidi grigioni e apparsa nel 1905.


Nel romanzo “Faustine”, pubblicato nel 1889, si rispecchia la sua ricerca del senso della vita.


In occasione del 600º della Confederazione scrive un romanzo su Guglielmo Tell, arricchito con parecchie, argute figure femminili che si risolverà però in un fiasco. Più successo riscuote il “Wanderungen attraverso la Bregaglia e la sua storia” con il contributo delle immagini del figlio fotografo. Ancora ultraottantenne pubblica nel “Bund”.


Muore a Castasegna il 4 marzo 1935, 26 anni dopo la scomparsa del marito.